Legionellosi

La legionellosi è una malattia infettiva grave e a letalità elevata che si può manifestare sia in forma di polmonite, sia in forma febbrile extrapolmonare o in forma subclinica.

Essa è causata dal batterio del genere Legionella e la specie più frequentemente coinvolta in casi umani è Legionella pneumophila,

L’unico serbatoio naturale di Legionella è l’ambiente. Dal serbatoio naturale (ambienti lacustri, corsi d’acqua, acque termali, ecc.) il germe passa nei siti che costituiscono il serbatoio artificiale (acqua condottata cittadina, impianti idrici dei singoli edifici, piscine, ecc.).

In particolare, il batterio Legionella si può trovare:

  • Nella rete cittadina di distribuzione dell’acqua a basse concentrazioni
  • In impianti di edifici (soprattutto grandi strutture) con sistema centralizzato di distribuzione dell’acqua calda
  • In ambienti idrici artificiali (es. fontane, ecc.)

La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione di aerosol contenente Legionelle, oppure di particelle derivate per essiccamento.

I principali sistemi generanti aerosol che sono stati associati alla trasmissione della malattia comprendono gli impianti idrici (docce, rubinetti, vasche per idromassaggio e piscine), gli impianti di climatizzazione dell’aria (torri di raffreddamento, sistemi di ventilazione e condizionamento dell’aria, ecc.), fontane (specialmente quelle ornamentali in ambienti interni), bagni turchi e aree sauna, le apparecchiature per la terapia respiratoria assistita e gli idromassaggi, impianti di irrigazione di giardini, acque di scarico di impianti igienici. Non è mai stata dimostrata la trasmissione interumana.

La Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ha pubblicato nella GU n.28 del 4/2/2005 un provvedimento 13 gennaio 2005 con le “Linee-guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-ricettive e termali”, recepite anche dalla Giunta Regionale della Regione Marche il 27 febbraio 2006.

Nella premessa di tale documento, si legge:

Il presente accordo (…) è da considerarsi un insieme di suggerimenti tecnico-pratici, basati sulle evidenze scientifiche più aggiornate, la cui implementazione, mentre da un lato non costituisce obbligo per i responsabili delle strutture alberghiere, dall’altro non li esime dalle responsabilità inerenti alla tutela del diritto alla salute del cliente ospite.

Se da un lato questa precisazione non pone alcun obbligo alle strutture turistico-ricettive, dall’altro implica una loro responsabilità nel momento in cui si venissero a verificare problemi.

MISURE  di  PREVENZIONE  per  la  RIDUZIONE  del  RISCHIO
(Provvedimento 13 gennaio 2005)
  1. Mantenere acqua calda > 50°C all’erogazione;
  2. Mantenere acqua fredda < 20°C;
  3. Fare scorrere l’acqua dai rubinetti e dalle docce almeno una volta a settimana;
  4. Mantenere docce, diffusori e rompigetto puliti e privi di incrostazioni;
  5. Pulire e disinfettare almeno 2 volte l’anno torri di raffreddamento e unità di condizionamento;
  6. Svuotare, disincrostare e disinfettare serbatoi di accumulo dell’acqua calda almeno due volte all’anno;
  7. Disinfettare il circuito dell’acqua calda dopo interventi sugli scambiatori di calore e all’inizio della stagione;
  8. Pulire e disinfettare tutti i filtri dell’acqua ogni 13 mesi;
  9. Ispezionare mensilmente serbatoi dell’acqua, torri di raffreddamento e tubature visibili;
  10. Se possibile, ispezionare l’interno dei serbatoi d’acqua fredda, e comunque disinfettare almeno una volta l’anno. Effettuare pulizia nel caso di depositi o sporcizia, soprattutto a fronte di lavori;
  11. Accertarsi che non ci siano bracci morti o tubature con assenza di flusso dell’acqua o flusso intermittente;
  12. Prescrizioni particolari per attrezzature per idromassaggio.

Oltre a queste misure, per un’efficace prevenzione e’ necessario che in ogni struttura turistico-ricettiva venga effettuata periodicamente un’analisi del rischio.

Questa analisi diventa urgente in presenza di un caso di legionellosi.

Ogni struttura turistico-ricettiva deve individuare una persona responsabile per l’identificazione e la valutazione del rischio potenziale di infezione, che sia esperto e che comprenda l’importanza della prevenzione e dell’applicazione delle misure di controllo.

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